giovedì 3 maggio 2007

Acaro & Pulce - 48


Acaro e Pulce ritornano alla vita quotidiana densa di incontri, simpatia e cordialità.

mercoledì 2 maggio 2007

LN Confidential - Orticelli organizzati



Oggi, come sempre, faremo luce su un mistero. Tra Garbagnate e Cesate, sulla destra andando verso Saronno, alcuni pendolari delle Nord giurano di aver visto, proprio al fianco della massicciata, un appezzamento di terreno suddiviso in altri piccoli appezzamenti con tante piccole casette prefabbricate di legno.
Niente paura, non si tratta di un’installazione di alieni malvagi giunti sulla Terra per conquistare il mondo, ma di tanti orticelli da coltivare.
Infatti, l’amministrazione comunale, per rispondere alle lamentele dei pensionati stufi di giocare a briscola o a bocce, ha concesso in affitto una porzione di terreno del demanio: un utile sfogo per gli attempati concittadini.
Abbiamo raggiunto sul campo (è il caso di dirlo) uno di questi pensionati, il signor Gino Fumagalli.

- Scusi, è lei il signor…
- Vada via, lazzarone. Non vede che qua si lavora? Vada a perdere tempo altrove, disoccupato disonesto.
- Veramente io sarei giornalista, comunque volevo solo chiederle…
- Ah, lei è uno di quelli del TG? Fila via, sciagurato, che fate vedere solo le donne nude e i calciatori con i capelli bagnati, siete tutti dei depravati!
- Dove trovo il signor Fumagalli?
- E’ là, nella riga 22, colonna 33. Dia retta a me, voialtri schifosi della tivù siete tutti osceni. Imparate da noialtri che abbiamo le mani che sanno di terra e siamo attaccati ancora ai valori di una volta.
- Grazie arrivederci.

Nella riga 22, colonna 33 troviamo il vero signor Fumagalli.

- Signor Fumagalli, siamo di LN Confidential, avevamo un appuntamento con lei…
- Ah, eccovi, vi aspettavo. Benvenuti, attenzione alla canna dell’acqua, eh?
- Oh, grazie. Dove ci mettiamo?
- Per di qua, entriamo nella casetta porta-attrezzi. Gradite del gingerino?
- No. Bene signor Gino, ci spieghi un po’ questa bella idea…
- Dunque, io sarei pensionato, però di stare con le mani in mano tutto il santo giorno non ne voglio sapere.
- Certo, ma non era meglio innaffiare gerani e surfinie sul terrazzo piuttosto che affittare un Kleenex di terra?
- Mah, che cosa devo dirvi? Io abito al sesto piano di un palazzo e i vasi sui balconi cominciavano a starmi un po’ stretti. Così ho preso l’occasione al volo: adesso vivo con tutte le comodità della città, ma ho anche la soddisfazione di coltivare le mie verdure nella mia tenuta personale.
- Ma quanto costa mantenere un orto di 2 metri x 2?
- Be’ io lo vedo come un investimento. Piuttosto che mangiare gli ortaggi del centro commerciale, pieni di concimi chimici e chissà quali altre diavolerie, mangio roba sana che coltivo io. E vivo meglio.
- Sarà, ma queste carote sono verdi fosforescenti, mi sembrano radioattive…
- Ma no, è il loro colore naturale. Voi giovani non distinguete più i prodotti della terra da quelli geneticamente modificati.
- Sì. E il treno? Come la mettiamo con i treni che sfrecciano a 100 all’ora ogni 5 minuti?
- Mah, sono sempre in ritardo e vanno lenti come lumache. Comunque dopo un po’ ci si fa l’abitudine. E poi è anche una soddisfazione vedere tutti quei pendolari che vanno a respirare il PM10 mentre io me ne sto qui in mezzo alla natura.
- Già, lo vedo. Va bene, grazie per la chiacchierata e arrivederci.
- Aspetti, tenga. Questo è un omaggio da parte mia.
- Che cos’è?
- Ma come? Non riconosce neanche più un peperone?
- Confesso che non avevo mai visto un peperone marrone…
- Ma no, quella che vede sopra è la polvere dell’amianto dei ferodi dei treni. Basta dare una bella sciacquata ed ecco lì un bel peperone sano.
- Grazie mille, lo vado a gettare immediatamente nel cassonetto dei rifiuti tossici.
- Come?
- Non ho detto niente.
- Ah.

lunedì 30 aprile 2007

Acaro & Pulce - 47


Anche se oggi innumerevoli persone fanno il ponte, la redazione di Roy Batty Strikes Again non si ferma. Domani però sì perché è la festa di noi lavoratori. Arrivederci a mercoledì per sempre interessanti scoop. Per davvero, eh?

venerdì 27 aprile 2007

Acaro & Pulce - 46


A causa di uno spiffero sul locale per Novara, Acaro e Pulce erano stati scaraventati fuori dal finestrino. Dopo giorni e giorni di cammino, nelle lande desolate del Piemonte e della Lombardia, i nostri amici sembravano aver perso ogni speranza di sopravvivenza, quando...

giovedì 26 aprile 2007

Oggi parliamo di pendolari

Il pendolare è un essere vivente studiato dagli scienziati sin dal secolo scorso.
Negli anni la catalogazione è diventata via via sempre più chiara e, grazie all’antropologo, naturalista e astrologo Mario Fluxus, oggi possiamo definire le varie specie.

Pendolare Edera: così chiamato perché si attacca agli altri pendolari e non li molla più. In genere si associa a compagnie di pendolari già costituite e rodate che detestano gli intrusi. Ma il pendolare Edera se ne frega perché non capisce di essere di troppo e continua nella sua arrampicata. Il pendolare Edera è odiato da tutti anche perché a volte scrocca pure le sigarette e le focacce.

Pendolare Robinia: prende bene su ogni terreno ed è difficile da estirpare. A differenza del pendolare Edera, il Robinia fa già parte di una o più compagnie di pendolari. E la sua particolarità è che sa tutto di tutto. Qualunque argomento si intavoli (stupidaggini di solito), lui deve essere il protagonista perché conosce molto bene l’argomento (ma non è vero), perché ha vissuto questa o quella esperienza in prima persona (tutte frottole), perché è dotato di buon senso (altra grande balla, perché in genere è uno sfigato che non sa mai con chi parlare perché nessuno lo ascolta).

Pendolare Cipresso: è sempre vestito di scuro, in perenne tenuta da lutto famigliare. È serio, non parla con nessuno, è solitario e non rivolge la parola a nessuno. Raramente alza lo sguardo dal giornale o dal libro e sempre e solo per punire con un’occhiataccia qualcuno che non gli va a genio.

Pendolare Ginepraio: se ci finisci in mezzo, sono guai. Al pendolare Ginepraio appartengono tutti i vostri ex compagni di scuola o di squadra, ex vicini di casa, ex colleghi di lavoro che non vedete da tempo e che preferireste non vedere mai più. Il pendolare Ginepraio vi intrattiene per almeno due ore su argomenti futili o addirittura imbarazzanti. Se il Ginepraio è un vostro ex-compagno di liceo vi chiederà se alla fine vi siete laureati. Se giocava con voi a basket, vi riporterà alla memoria quella volta che negli spogliatoi avevate buttato le mutande di Rossi nel cesso (il fatto è che lui vi ha scambiato per un altro perché Rossi siete voi e adesso sapete chi è il colpevole). Se invece il Ginepraio è un ex vicino di casa, vi dirà che siete cresciuti tanto in sua assenza.

Pendolare Quercia: inamovibile, da anni sulla stessa linea, stessa ora, stessa carrozza. Il Quercia sono ormai duecento anni che viaggia sulle Nord e a volte non si ricorda neanche più perché. È sempre solo e triste. La gente lo saluta per inerzia ma nessuno gli rivolge la parola perché pare porti pure sfiga. Il Quercia se domani non è sul treno non se ne accorge nessuno.

Pendolare Abete (o Ebete, dipende dai casi): è sempre frizzante e pieno di verve sin dal primo mattino. Ha un volume di voce sempre al di sopra della soglia del fastidio, ride e scherza come un cretino, dice cose stupide e crede di far simpatia con epiteti e idiomi stra-sentiti o prestati da una TV di scarsa qualità. Alcuni esempi: “ma sei proprio bastardo dentro”, “ciao gioia”, “cioè… è allucinante”, “quando il treno è in ritardo il controllore non osa passare”.

Pendolare Pino: è il nomignolo che hanno alcuni pendolari che si chiamano Giuseppe.

Pendolare Ortica: se ne sta lì tranquillo ma come lo guardi ti viene il fastidio. In genere lo trovi sui treni della sera, con un carico di stress addosso. Siccome l’Ortica è remissivo e placido d’animo preferisce sfogare il nervoso della giornata di lavoro staccandosi le pellicine dalle dita, mangiandosi le unghie, infilando le dita nel naso, nelle orecchie, tra i capelli. Un vero schifo da vomito istantaneo a cui non potete sottrarvi se non cambiando posto, treno o cittadinanza.

Pendolare Petunia: sa di essere gradevole di aspetto e ci marcia. Attira a sé tutte le femmine, come la petunia fa con le api. Fa il figo con le donne, fa il superfigo con gli uomini. Non è così fastidioso, però le sue scenette ormai vi hanno stufato e ne fareste tranquillamente a meno.

Pendolare Margherita: pensa di essere carina, ma ce ne sono cinquecentomila come lei. All’interno della compagnia del treno la Margherita vuole essere sempre al centro dell’attenzione. Si lascia sedurre dai maschi (sempre orripilanti), cede ai complimenti (sempre banali), emette risatine stupidine quando viene fatta una battuta (sempre vecchia o di cattivo gusto). Quando si registra una new entry femminile nella compagnia che magari è un po’ più bellina di lei (ma poco poco), passa il viaggio in silenzio, imbronciata, pensando al modo migliore per cacciare la rivale dal gruppo. In genere ci riesce, magari facendola licenziare dal suo posto di lavoro grazie a delle conoscenze incrociate. E torna al suo mediocre splendore.

Pendolare Rosa (o Nontiscordardimè): è una super gnocca (oppure un super modello). Non sono pendolari veri e propri, ma viaggiatori occasionali sui treni dell’odio. Capita raramente di incontrarli, sono sempre da sole/i e non aprono mai bocca con nessuno (anche perché non conoscono una parola di italiano), ma tutti rimangono a bocca aperta al loro passaggio. Si crea un improvviso silenzio. C’è chi si rifà il trucco, chi si sistema la cravatta, chi sviene dall’emozione, chi si spruzza il deodorante sotto le ascelle. Il pendolare Petunia, che sa di essere di bell’aspetto, si lancia in un approccio triste e imbarazzante che sfocia, in genere, in una denuncia alla Polfer per molestie e violazione del comune senso del pudore.